TRISTEZZA E STANCHEZZA
La tristezza genera nel nostro organismo una notevole riduzione dell’energia. Sentiamo il bisogno di evitare le relazioni interpersonali, gli impegni sociali o lavorativi. La tristezza riduce anche la nostra capacità di prestare attenzione a tutti gli stimoli esterni che ci circondano e che diventano spesso fonte di fastidio. Questo succede perché il cervello cerca di segnalarci che è giunto il momento di fermarci e riflettere. Se non possiamo o non riusciamo a fermarci ad affrontare la fonte del nostro malessere è possibile che questo sentimento di tristezza peggiori. La tristezza occasionale può diventare allora pervasiva, provocare sintomi specifici e impedirci di vivere appieno la vita.
La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato principalmente da una forte tristezza e perdita di interesse - apatia - o piacere nelle attività normalmente ritenute gradevoli e interessanti.
É accompagnata inoltre da una persistente sensazione di mancanza di energia, irritabilità e agitazione, insonnia o ipersonnia, diminuzione o aumento dell’appetito, difficoltà di concentrazione e pensieri negativi. L’associazione di questi sintomi può influire negativamente sulla vita familiare, lavorativa, e sullo studio. Il decorso è molto variabile: da un episodio unico della durata di alcune settimane fino ad un disordine perdurante per tutta la vita con ricorrenti episodi di depressione maggiore.
Alcuni episodi depressivi possono comparire a seguito di un lutto, come reazione alla perdita, o in seguito a momenti di forte stress, difficoltà e frustrazioni che la vita ci presenta. I sintomi di questo tipo di depressione hanno la funzione di porci in una modalità di ritiro in cui mente e corpo cercano un momentaneo ristoro per recuperare le energie. Immaginate un animale ferito che si rintana nell’attesa che la ferita si rimargini. La persona durante questa fase sperimenta un forte disagio e sofferenza, spesso disorientamento, mancanza di speranza e il sentimento di non poter essere aiutata.
Con il giusto supporto professionale è possibile però essere sostenuti nel vivere e superare questa condizione e ritrovare nuovi significati per sé e per la propria vita.
L'apatia può essere transitoria,tipica di un momento di affaticamento in cui non si hanno le energie per affrontare ciò che la vita ci presenta quotidianamente o può persistere per diverso tempo associandosi ad altri sintomi caratteristici di una vera e propria sindrome depressiva: umore depresso e tristezza, mancanza di energia, insonnia o ipersonnia, diminuzione o aumento dell’appetito, difficoltà di concentrazione, pensieri negativi. Con il giusto supporto professionale è possibile inquadrare questo sintomo, capirne il significato e sviluppare strategie per superare l’apatia ed eventuali altri sintomi correlati.
La stanchezza cronica può essere causata da forte stress o traumi emotivi. In queste situazioni l’ascolto empatico del terapeuta potrà orientare la persona alla scoperta di queste cause e al contempo, si potranno alleviare i sintomi di malessere tramite tecniche cognitivo comportamentali e tecniche di rilassamento.
Diventare madre comporta molti cambiamenti nella vita della donna; il neonato fa continue richieste di accudimento, la gestione del proprio tempo e delle proprie abitudini viene completamente sconvolta. Inoltre anche la coppia vien cambiata dalla nascita di un figlio; può emergere nella donna la percezione di uno scarso sostegno da parte del partner, emergono difficoltà nel vivere la sessualità, e i ruoli sono diversi e nuovi. Nei giorni immediatamente successivi al parto, è perciò considerato assolutamente “fisiologico” un periodo caratterizzato da calo dell’umore e instabilità emotiva, il cosiddetto baby blues, con sintomi associabili a una leggera depressione che scompare entro pochi giorni e che non necessariamente si trasformano in un vero e proprio disturbo. La vera e propria depressione post-partum che compare nel periodo immediatamente successivo al parto, è solitamente caratterizzata da sentimenti di tristezza, senso di colpa, ansia, senso di inutilità, difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni anche banali, disturbi del sonno e dell’appetito, pensieri negativi, perdita di interessi e mancanza di energie. I sintomi possono persistere, variando d’intensità, anche per molti anni, e quindi avere conseguenze sul benessere della donna, sulla relazione madre-bambino e sulla serenità dell’intero nucleo familiare. Con le cure e il supporto adeguati però, la maggior parte delle donne può uscire dalla depressione post partum, anche se ciò può richiedere tempo.
E' importante ricoradrsi che:
- non bisogna sentirsi in colpa se si è depressi, può succedere a chiunque
- essere depressa non vuol dire essere una cattiva madre.